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Gregorio Rigo

Gregorio Rigo, nato a Torri del Benaco, si dedicò allo studio delle piante scoprendone molti esemplari sconosciuti e tante furono a lui dedicate. Combatté come garibaldino a Bezzecca e a Monte Suello.
Meritò una larga fama di scienziato esercitando la professione di botanico e farmacista; fu anche un patriota.

Fece raccolta di prodotti erbari, andando anche all'estero; fu un ricercatore infaticabile e un insigne studioso.
Nato a Torri il 3 ottobre 1841, vi morì il 15 novembre 1922, come ricorda una lapide sulla facciata della casa natale (situata lungo via Dante Alighieri):

 



 

Domizio Calderini

Domizio Calderini, altro natio di Torri del Benaco, vi venne alla luce nel 1446. Suo padre fu notaio della Gardesana dell’Acqua e la loro abitazione era situata in quella che veniva chiamata “contrada dei Calderini”.

D. Calderinie è ricordato per il suo contributo di umanista in particolare ai poeti latini classici come Marziale, Stazio, Giovenale, Ovidio e Properzio. Importante anche la sua traduzione di Cosmografia di Tolomeo.

Iniziò i suoi studi a Verona e li completò a Roma, dove divenne uno studioso molto apprezzato.
A Roma conobbe anche Poliziano, il quale, a conoscenza delle sue origini benacensi, dopo la sua morte (1478) venne a Torri per ricercare antichi manoscritti.

In onore del suo amico volle lasciare un’iscrizione sulla stele che il padre di domizio fece apporre vicino alla chiesa della SS. Trinità. Essa recita: “Fermati o viandante, e rendi onore con i tuoi occhi alla scura polvere che l'onda del tumultuoso Benaco molesta. Qui la musa Libetra trasforma sovente il medesimo alla stessa guisa della fonte di Sisifo e dei verdi boschetti del fiume Permesso: in questa terra Domizio emise sicuramente il primo vagito.

E' proprio lui quel dotto, proprio quello, si sa, che brillantemente commentò alla gioventù di Roma i suoi saggi, che svelò le meraviglie tratte dall' ispirazione dei poeti. Va', o viandante, devi ora abbastanza ai tuoi occhi".


Antonio della Scala

E' l’ultimo discendente della dinastia degli Scaligeri, fu cacciato da Verona nel 1387 e si recò in esilio a Ravenna. Viene qui ricordato in quanto artefice della ristrutturazione del Castello di Torri del Benaco nel 1383, solo quattro anni prima del suo esilio.

Lo stemma della Signoria Scaligera,rappresentato sulla latra a lato, venne rinvenuto nel 1981 durante i lavori si sistemazione del Castello e si trova ora nel Museo dello stesso Castello.

 

Angelo Dall'Oca Bianca

Pittore italiano, nasce nel 1858  a Verona. La sua storia ha inizio da una famiglia di umili origini, dalla quale si stacca per qualche tempo girando per le vie della città. La morte del padre lo riavvicina alla madre e sentendo il dovere di aiutare la famiglia comincia a lavorare come imbianchino. Da questo lavoro ha origine la sua passione per l’arte e comincia a frequentare le lezioni dell’Accademia di Verona.

Grazie al suo talento espone i suoi dipinti tra Roma e Venezia, e in seguito le sue opere fanno il giro di alcune grandi città come Parigi, Barcellona, Chicago, Anversa, Monaco e molte altre.

Tra i suoi soggetti molti quadri rappresentano i vicoli del paese di Torri del Benaco, dove amava alloggiare per alcuni periodi. Fu nominato cittadino onorario di Torri nel 1925.

Nel 1939 a Verona viene aperto il Villaggio Dall’Oca Bianca, centro di accoglienza per famiglie povere che viene costruito grazie a una donazione del pittore. Alla sua morte nel 1942 lasciò la sua eredità al comune di Verona con l’intento che venissero utilizzati a favore dei poveri e disagiati.

A Torri lasciò molte opere (ritratti di donne, paesaggi, barche), tra le quali ricordiamo Madonna con Bambino che Dall’Oca in persona regalò al Comune e che attualmente si trova nell’ufficio del sindaco
 

Giuseppe Nascimbeni

Giuseppe Nascimbeni nasce a Torri del Benaco il 22 marzo 1851. Dopo aver concluso gli studi in colleggio inizia il suo percorso in seminario. Inizialmente un po’ titubante poi acquisisce piena consapevolezza della sua vocazione. Ordinato sacerdote nel 1874 celebra a Torri la sua prima messa solenne.

Inizialmente viene inviato a S. Pietro di Lavagno, dove oltre all’aiuto in parrocchia svolge il compito di maestro elementare. Dopo tre anni decide di trasferirsi e viene assegnato a Castelletto di Brenzone, per coadiuvare il parroco ormai anziano. La realtà che trova la conosce bene, molto simile a quella dove ha passato la sua infanzia. Paese piccolo, che non disponeva di grandi risorse, isolato nella sua zona. Diventa di esso il parroco nel 1885.

Con la preghiera e il suo spirito di servizio si mise all’opera per migliorare la condizione del paese. Le attività parrocchiali, l’oratorio e la scuola presero vigore. Desiderava molto l’aiuto delle suore, in cui credeva fortemente e nel 1892 fondò, su consiglio di mons. Bacilieri, l’ordine delle Piccole Suore della Sacra Famiglia. Grazie a questo ci si poteva dedicare ora all’ educazione all’infanzia, alla cura degli ammalati e all’assistenza ai più poveri. Durante la prima guerra mondiale le suore aiutarono gli ospedali militari e si occuparono dei bambini abbandonati.

Giuseppe Nascimbeni si spense nel 1922. L’ordine allora contava 630 suore e 114 case filiali. E’ tutt’ora molto attivo in Italia, ma anche America Latina, Albania e Africa.
Papa Giovanni Paolo II lò proclamò beato il 17 aprile 1988.

La sua casa natale di Torri è oggi casa di accoglienza per sacerdoti.

 



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